ON AIR - la piazza, l'architettura, la banda

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On Air
performance by Michele Mariano
a cura di Helena RusiKova e Andreas Flevin

PRESENTAZIONE
Una banda municipale, da sempre luogo prediletto di un ritorno all’infanzia e ad una onirica predisposizione, presta le sue suggestione all’idea di Michele Mariano, artista contemporaneo da sempre operante sul versante di una sui generis creatività , perciò difficile da collocare in ambiti codificati.
I balconi di una piazza, cuore pulsante dello scambio fra cittadini, si aprono ad accogliere e a rimandare le armonie e i contrappunti, le note e le dissonanze di una realtà finalmente libera di cercare, anche solo attraverso il simbolo, l’elevazione e il distacco.
Gli strumenti chiamati ad operare sono quelli della tradizione (gli ottoni, le percussioni, i piatti che sfilavano a rendere irripetibile una giornata di festa patronale) che, disposti a riempire balconi e terrazzi, creano, per colmare il bisogno di fantastico e di meraviglia che ancora ognuno di noi porta in sé, una architettura sonora e sospesa. Il passato ed il presente, con la riproposizione e la rilettura di standard e canzoni, corrono per disegnare un flusso del tempo che tutti possono intendere come personale “recherche”.

Pop in primo piano.
di Andreas Flevin
La banda di paese - presa come veicolo di cultura popolare, diffusa e conosciuta - suona, per una mezz’ora, brani tratti da repertori che variano dal pop storico, al commerciale televisivo sino ai classici bandistici. Ciascun elemento della banda è collocato su un balcone diverso della piazza centrale, quel tanto più in alto rispetto al pubblico così da poter far rivivere un evento, ormai fisiologicamente assimilato dalla popolazione di una piccola cittadina, come un’esperienza del tutto nuova. Questa sorta di dubbio insinuato in merito a presunti ordini stabiliti e favoriti dalla tradizione, invita ad una riflessione su come un’evoluzione del concetto stesso di popolare, possa verificarsi senza tagli netti e traumatici. L’elevazione dei musicisti è un’elevazione del sentire popolare, un valore aggiunto ad una tradizionalità che non è conservatrice, ma si evolve in sintonia con i tempi, all’interno di una struttura sempre riconoscibile. Si tratta in definitiva di un invito simbolico rivolto al pubblico della piazza, a continuare a rappresentare ciò che rappresenta, solo un gradino più su, ad un livello più alto, al primo piano di una piazza, per iniziare.

Musica (im) popolare
di Helena Rusikova
Secoli di cultura e tradizione continuano a rappresentare la spada di Damocle che pende sulle teste più o meno pensanti del popolo, ad ogni modo impedendone un accrescimento intellettuale libero e articolato. Questa banda di paese che a tutti gli effetti rappresenta l’emblema di un potere consolidato e costantemente esercitato sugli individui, è collocata ad un livello più alto del pubblico; in questo modo smaschera la subdola funzione di condizionatore culturale, e gioca a carte scoperte il ruolo del potere pressante ed opprimente con il quale ogni cultura tradizionalista, tutt’ora, deve scontrarsi. Ciò che qui l’artista tenta è di provocare il pubblico per testarne la capacità critica davanti ad un dato di fatto, al cospetto di un potere che non ha più bisogno di nascondersi per continuare a determinare le sorti delle comunità in cui viviamo.