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26-09-2009 Disculture arriva alla Maison Musique di Rivoli (To)Disculture newDisculture new

Grafica, immagini, suoni e ritmi dagli anni ’60 ad oggi
Nelle ore che tutti noi abbiamo passato nei negozi di dischi prima di acquistarne uno, quante cover abbiamo osservato? E’ proprio partendo dalle copertine - dei vinili prima e dei compact disc poi - che noi tutti abbiamo per molto tempo scelto la nostra musica, prediligendo un modo di essere su un altro, una simbologia piuttosto che un’altra. Consapevolmente o no, la scelta stessa di acquistare questo o quell’album era, ancor prima della musica in esso contenuta, un atto non molto distante dall’identificazione che porta diretti a quel chi volevamo essere o quel chi desideravamo che ci rappresentasse in un preciso momento storico, sociale o emotivo. Le copertine hanno segnato la fortuna e la sfortuna del successo di migliaia di gruppi, specie indipendenti, locali, sconosciuti. Qual è stato il valore aggiunto, in termini di immaginario, di significati e di appartenenza, per quel musicista che si è fatto fotografare di spalle vestito di bianco con quel missile conficcato nella sabbia? E quei jeans con la zip apribile? I chili di carne ammassata? Il collage di frigorifero, abatjour e aspirapolvere? L’uomo grasso e nudo in mezzo alle pecore? La copertina, più che mera appendice della musica che conteneva fisicamente, è sempre stata parte fondante del prodotto musicale. Prima ancora di farsi arte, organizzazione sonora bella o brutta, la musica è quel qualcosa di tangibile che sta sugli scaffali di un negozio: è in questa veste che per tanti anni si è presentata la produzione musicale ed è quell’involucro che vogliamo esaltare, prima che internet e il download sleghino per sempre questo matrimonio.
La Mostra. Uno studio approfondito sulla copertina come scatola, contesto, forma, oggetto parlante e come segno del suono in essa contenuto. La mostra è una video-carrellata di più di 800 copertine di LP e CD (dagli anni ’60 ai giorni nostri) che descrivono identità musicali più o meno nascoste, dei singoli artisti: un microcosmo di idee e filosofie contemporanee. Cinque capitoli racchiudono le immagini e disegnano un viaggio fra universi artistici disparati: David Bowie, Doors, R.E.M., Nirvana, Pink Floyd, Santana, Roxy Music, Deep Purple, King Crimson, Genesis, Joy Division, Police, Yes.
La scelta delle copertine nello sconfinato universo musicale è stimolata da motivazioni riconducibili a sei principali filoni di ricerca: L’io (cosciente / incosciente); Facebook; Il Mondo; Green; Arte; Buio. La compilation di copertine virtuali così organizzata, sta attraversando l’Italia seguendo un itinerario destinato a far tappa nelle maggiori città della penisola.
La Playlist. La ricerca sulla compilation visiva si trasforma nell’arco della serata in una performance dedicata al ballo e al movimento, in cui il DJ adopera la compilation, così strutturata, come canovaccio per liberare la sua poetica e ricerca musicale. L’ambiente circostante sarà invaso, oltre che dalla musica e dalle immagini, anche dalla poesia, videoproiettori diffonderanno frasi, tutte attinenti alla descrizione della musica, da parte di artisti e filosofi dall’antica Grecia ai più moderni simposi. Durante l’evento verranno raccolte immagini video che saranno successivamente assemblate a quelle riprese in tutte le altre tappe del tour, a comporre un unico DVD la cui realizzazione verrà curata da Roxy Music.