storia di cantori, cavalieri e... pizzicate
solo per eventi speciali
in "piazza"... nel ricordo di Matteo Salvatore e di Andrea Sacco
Il docu-film , la presentazione alla Mostra d'arte Cinematografica di Venezia / 2005 (Giornate degli Autori ,Venice Days- migliore opera italiana - premio Miccichè - scuola di cinematografia italiana), la candidatura ai Nastri d'Argento /2005 (miglior documentario uscito in sala per il 2005) ed ora la volontà di rendere omaggio, proprio tornando in "piazza", a Matteo Salvatore(cantautore-cantastorie di fama internazionale e nome di riferimento imprescindibile per la tradizione musicale del Sud Italia, scomparso il 27 agosto 2005 ) e ad Andrea Sacco (voce storica -dei Cantori di Carpino- scomparso il 17 marzo 2006): si ricompone la colorata traversata che, fra le suggestioni di un set onirico (la memoria corre da Fellini a Kusturica), lega le voci del passato con i richiami del presente, i racconti della tradizione con la necessità di purezza e di rinascita dell'oggi. La sorprendente vitalità dei grandi cantori popolari (che rende unica la terra di Puglia) crea un formidabile corto circuito di idee e progettualità: TERESA DE SIO lima i contorni di questa avventura musical-teatrale per due anni, va a trovare Uccio Aloisi e i Cantori di Carpino nelle loro case nel Gargano e nel Salento, li convince a ritrovarsi assieme e a suonare con Matteo Salvatore (in quello che rimane una sorta di epitaffio artistico per la grande voce del Sud) la liberatoria musica delle radici; infine, coinvolge l'estro e la presenza carismatica di Giovanni Lindo Ferretti.
Lo spettacolo è idealmente organizzato come una grande festa di paese con le luci e gli odori della nostra infanzia.
Il pubblico non è sistemato in maniera tradizionale e i musicisti non sono su di un palco. Vengono, infatti, privilegiati luoghi dove gli spettatori sono al centro dello spazio e le azioni musicali (sia quelle narrate che quelle strumentali) ai quattro lati, ognuno di questi ultimi è illuminato solo nell'attimo dell'accadimento.
La scenografia ricostruisce una sorta di antico cortile nel quale si dipanano i movimenti musicali e recitativi. Inoltre, le luci (che irradiano da una piantana centrale verso l'esterno) sono chiamate ad evocare le suggestioni della festa di piazza ( ecco la funzione delle tante "lucine" colorate e intrecciate in ghirlande o in figure geometriche).
Il suono è pensato con uno studio sulla quadrifonia, in maniera tale che, da qualsiasi angolo la musica si diffonda (i quattro lati dell'area), il pubblico possa goderne appieno (grazie ad un sistema di riproduzione in digitale e di altissima qualità).
solo per eventi speciali
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in collaborazione con Giulietti Produzioni